Friday, 27 January 2012

Meglio un morto in casa che un partner europeo all'uscio

http://www.avclub.com/madison/events/la-cineteca-italiana-amarcord,142974/
Scorrendo i giornali* e annusando l’aria che tira, ho trovato l’ennesima conferma che spiegare ogni accadimento tirando in ballo il ‘carattere nazionale’ del paese direttamente coinvolto è una di quelle cose che se la fai te ti senti una simpatica lenza, uno spiritoso e tranchant uomo di mondo. Se la fa qualcun altro è un razzista.

Quelle chiacchiere il cui habitat naturale è il bar (gli italiani sono mammoni, i francesi c’hanno la puzza sotto il naso, si vede che gli inglesi non si lavano perché nel loro bagno manca il bidet) o la barzelletta vintage (ci sono un italiano, un francese e un tedesco) ogni tanto vengono recuperate, le si passa nell’uovo battuto della cronaca recente, le si impana con un po’ di statistica e te le trovi belle fritte – anzi rifritte – sui quotidiani.

La cosa può prendere forme più o meno benevole, ma è sintomatico e forse comprensibile che accada quando i comportamenti di alcune nazioni minacciano gli assetti comuni (o in questo caso comunitari). La crisi dell’Euro-zona è una di queste circostanze e c’è chi ci vede l’inevitabile risultato dell’aver messo insieme ‘culture economiche’ profondamente diverse. Può essere. Oppure è uno di quegli, altrettanto prevedibili, mezzoggiorni di fuoco che sono di casa in tutte le riunioni di condominio, in cui c’è qualcuno (la Germania, se mi si passa l’abuso di metafora) che dice ‘comando io perché c’ho più millesimi’ e qualcun altro dal seminterrato gli risponde (la Grecia, per dirne una) ‘cazzi tuoi, io l’ascensore non lo pago’.

Una riproposizione benevola della chiacchiera da bar, all’insegna del ‘siamo diversi ma volemose bbene’ la trovate in questi giorni sul Guardian**, ma è l’opera corale di varie testate (per l’Italia abbiamo scomodato Massimo Gramellini de La Stampa, e pure Umberto Eco). È un discorso questo, che è come quei fritti a cui non sai resistere ma dopo ti penti, perché non offrono il benchè minimo apporto nutritivo, solo un sacco calorie.

Non è che non abbia a modo suo qualche fondamento, ma se pensi che a tutt’oggi livornesi e pisani sono convinti che tra loro esista un incolmabile e atavico divario che abbraccia ogni ambito dell’esistente, ti convinci che tutto questo, semplicemente, NON IMPORTA. Se ci ritroveremo senza euro, non sarà per via dei nostri caratteri nazionali ma perché certi assunti economici cui abbiamo creduto come a un dogma, oggi mostrano la corda.
La riproposizione maligna del discorso da bar, invece (quel fritto che ti resta sulla stomaco) è la sfida Der Spiegel vs Il Giornale, che è riuscita a toccare un po’ tutto, dalla crisi dell’euro alla vicenda di Costa Concordia per finire ad Auschwitz – a noi quindi l’onore di chiudere con il massimo del cattivo gusto.

C’è una cosa che mi lascia assai perplessa riguardo alla levata di scudi suscitata dall’articolo apparso su Der Spiegel, ed è il fatto che esso si limita a dire quello che andiamo ripetendo noi stessi da un par di settimane.
Le considerazioni che ci hanno tanto offeso le trovate nel seguente estratto:





“Siamo sinceri: qualcuno si è meravigliato che il capitano coinvolto nella tragedia della Costa Concordia fosse italiano? Qualcuno riesce ad immaginare che un capitano tedesco o, meglio ancora, uno britannico avrebbero potuto compiere una tale manovra, comprensiva di omissione di soccorso?
Un personaggio così lo si conosce in vacanza al mare. E’ un uomo dalle azioni plateali e che gesticola mentre parla. In linea di massima si dimostra innocuo, ma non lo si dovrebbe fare avvicinare troppo ai macchinari pesanti. Fare “bella figura” si chiama lo sport nazionale italiano che consiste nel dare una buona impressione di sé. Anche Francesco Schettino voleva fare bella figura, ma si è trovato in mezzo uno scoglio.”***

Se Jan Fleischhauer, l'autore dell'articolo, in quel 23 gennaio fatale si fosse svegliato di umore un po’ svogliato, o a corto d’idee, avrebbe potuto tranquillamente fare copia-incolla da una qualsiasi delle tonnellate di analisi che sui media italiani in queste settimane hanno visto in Schettino un distillato di italianità e nella vicenda di Costa Concordia, addirittura, l’entelechia di una nazione.**** Fermo restando che il giudizio sulle colpe del Capitano Schettino, man mano che emergono i retroscena, è più ondivago dello Spread, perché queste cose noi le possiamo dire, ma se le scrive Der Spiegel, gli arriva a stretto giro di posta la lagnosa protesta dell’ambasciatore italiano?

E poi, sempre che la cosa ci interessi davvero, vogliamo dimostrare al giornalista tedesco che sbaglia, vogliamo smettere di dare ad altri l’impressione che siamo ossessionati dalla bella figura a tutti i costi? Magari smettiamola di fare la lagna, o peggio, ricorrere alla controaccusa senza senso (ma voi avete fatto l’olocausto, gnè-gnè-gnè-gnè-gnè-spec-chio-rifles-so). Spalle larghe, per la miseria.




* Trattandosi di quotidiani consultati on-line,  mi pareva che 'sfogliando'  avesse poco senso.
** http://www.guardian.co.uk/world/interactive/2012/jan/26/european-stereotypes-europa
*** http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/larticolo-che-ci-da-degli-schettino/186596/
****http://www.guiasoncini.com/2012/01/19/di-che-cosa-parlo-quando-parlo-di-carattere-italiano-come-codificato-dai-vanzina/

12 comments:

Zdenek said...

Proprio ora stavo cercando di capire cosa si fosse inventato Sallusti oltre la prima pagina.

E' davvero degno del nonno, fascista.

Il giornalista tedesco ha scritto un pezzo ispirato dal momento nello spazio online del giornale, subito seguito da commenti irripetibili dei lettori, tanto da doversi inventare l'impossibilità di lasciare scriverne altri per "problemi tecnici".

Sallusti, dopo averci ragionato (?) su, ha vomitato ancora. Poi si lamenta che la salute poco l'assiste...

stealthisnick said...

il bidet manca anche in belgio (e penso anche in quasi ogni altro paese dell'europa occidentale)...

ovviamente Der Spiegel tutta la vita, basta dire che ci scriveva Terzani...

Flavia said...

@Zdenek:

Si che poi, visto il non trascurabile contributo italiano alla Shoa, di 'ragionamento' non si può proprio parlare.

@StN

1) Si infatti, e si può vivere, anche discretamente puliti, senza avere un bidet in casa. Come in tutto il resto del mondo :-)
2) per accorpare qui il thread precedente:
Ingegneria?

Flavia said...

pardon: Shoah

stealthisnick said...

1) senza dubbio, ma d'altra parte ha una discreta utilità e mi sfugge come mai sia un oggetto così sconosciuto fuori dai confini italiani

2) se è così evidente devo iniziare a preoccuparmi...

Flavia said...

@StD
:-) Non credo di averlo veramente indovinato, mi sa che è una cosa che si evince da uno dei tuoi post.

Saverio Luzzi said...

E' la normale conseguenza dell'esaltazione acritica dei valori nazionalistici, tutto qui.

Comunque, cosa vuoi aspettarti dai pisani? Sono solo dei tizi che si vantano in tutto il mondo di avere una torre storta che rischia di cadere da un momento all'altro. Da ciò si evince la loro follia...

Flavia said...

@Saverio:

Ahio, ma che pure Terni è un'altra nemica storica dei Pisani? :-)

stealthisnick said...

in effetti, ora che mi ci fai pensare, penso di averne accennato in qualche post

e comunque tutti odiano i pisani (goliardicamente parlando)

Saverio Luzzi said...

No, no, è la torre di Pisa che non mi convince...

Flavia said...

vabbeh poveretti, ma quella torre mezza storta è la loro unica attrazione turistica...vogliamo fargliene una colpa?

Saverio Luzzi said...

Ho capito, ma se io faccio l'insegnante di italiano e uno studente fa un tema insensato, non è che lo porto dal preside per dirgli che è un ragazzo fenomenale e un punto di riferimento per tutti...

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