Wednesday, 28 March 2012

Caccia al Libro





Su Fahrenheit, gustosa tranche pomeridiana di letterature varie di Radio Tre, c’è una rubrica fissa che si chiama ‘caccia al libro’, in cui gli ascoltatori sono invitati a chiamare per segnalare un libro che vorrebbero tanto ma è introvabile. E i conduttori, tutti amabilissimi, li intervistano sul perché cercano il libro, quanto l’hanno cercato, cosa lo rende così speciale. E poi il bello è che qualcuno poi risponde, il libro miracolosamente e carrambescamente riappare, il datore e il cercatore si parlano. Una bellissima repubblica delle lettere dove si fa mutua assistenza.



Però. Adesso dirò una cosa poco di sinistra e cioè che noi lettori un po’ ossessivi non ci facciamo proprio bella figura. A me pare che molti di quelli che chiamano siano insopportabili. Ma insopportabili vi dico! Ma sono solo io che ho un sasso al posto del cuore o sono davvero insopportabili?

Ovvio, qui si generalizza, non sono tutti insopportabili, alcuni tutt’altro. Sono disposta a credere che si tratti di pura coincidenza e che gli insopportabili si palesino solo ogni volta che ci sia all’ascolto io (naaaaaahh, chi voglio prendere in giro).

Essi si dividono, poiché è mia intenzione osservare questo case-study utilizzando una tassonomia quasi antropologica, in tre principali sottocategorie:



Insopportabili # 1 – Gli Intensi

Parlano di questi libri e del perché li vogliano tanto senza un minimo di distacco o di ironia. Da come si esprimono penseresti che sono in cerca di un rene compatibile per il loro unico figlio. Ora, tante persone si dedicano con foga alle proprie ossessioni però si sforzano di vederle per quelle che sono. Non mette un po’ di inquietudine sentire uno o una che parla della propria smania acquisitoria senza che trapeli mai dal loro parlarne la consapevolezza divertita di essere un po’ strambi? Per quanto mi riguarda questo gruppo è in sé il meno offensivo, se non fosse che esso talvolta interseca anche gli altri due insiemi mettendo loro, per così dire, il turbo.



Insopportabili #2 - I Pedanti

Allora, ogni volta che mi sintonizzo c’è qualcuno che ha perso di vista il confine tra quello che è essenziale dire e ogni singola inezia che compone le sabbie mobili del suo paesaggio interiore. Che concionano, che vanno avanti per venti minuti a dire che l’ultima volta che hanno visto quel libro era nella cartolibreria dei fratelli Tirelli di Grosseto, in via di Tal dei Tali alle ore 10, e del perché proprio quel giorno presero la decisione malsana di non comprarlo… Giurerei che una volta ho sentito uno descrivere con estenuante minuzia la tesi di laurea da lui scritta dieci anni prima, la quale aveva una pertinenza men che vaga con il libro di cui andava chiedendo. Sono dei fiumi in piena, e persino Loredana Lipperini deve mettere spesso da parte il suo contegno soave (che si sente che le costa) per zittirli, tagliare corto, dare la parola ad un altro. E io mi chiedo a volte se la Lipperini quando sa che si avvicina l’appuntamento fisso settimanale china il capo sconsolata, come dinnanzi ad un estenuante cimento. Il fatto che sia una come lei a svolgere quel lavoro e non una come me (sospetto che quelli come me siano la maggioranza e sia lei l’eccezione, l’assistente sociale doveva fare, altroché) è probabilmente dovuto all’intervento della provvidenza divina.




 
Insopportabili #3 – I Pretenziosi

Io i pretenziosi li capisco, sono magari gente che quando legge qualcosa di bello vengono presi dalla smania di condividere, lo griderebbero dalle cime dei tetti, hanno una percezione amplificata dell’importanza di quella lettura. Io sono una pretenziosa e, come direbbero in area anglo-americana sono una pretenziosa self-hating. E si sa che quelli così, che si odiano, poi sono ancora più feroci nel disprezzare gli altri. L’essere pretenziosi si rivela in tutta la sua miseria quelle volte in cui ci si rende conto di poter dire solo delle magniloquenti ovvietà sul perché quel dato libro è per noi importante. L’ovvietà detta con tono d’importanza (ODCTdI) è una cosa che fa venire l’orticaria. Io me la faccio venire da sola, talvolta, su questo blog, mi autocensuro, e se poi la suddetta ODCTdI nonostante tutto sfugge al mio controllo faccio periodiche incursioni e le cancello a posteriori (ce ne sono ancora alcune, nell’archivio dei post ma ci sto lavorando). E la mia comprensione finisce qui, perché quando ti trovi in questa sfortunata posizione, che ti vengono in mente solo ovvietà, e l’unico tono che ti viene da usare è quello dell’importanza, ma santa madonna fermati! Talvolta un ‘mi piace tanto’ può bastare. A volte, l’impresa creativa di qualcuno ci lascia senza parole e forse sarebbe bene tacerne fino a che non riusciamo ad articolare quello che essa ha significato per noi. Ma se proprio non possiamo astenerci, vuoi perché abbiamo un blog e siamo nati con un’opinione su tutto o vuoi perché abbiamo chiamato Radio 3 per cercare un libro e Loredana Lipperini ci incalza per sapere perché, io suggerisco la seguente formula:



Diciamo pure l’ovvietà ma almeno usiamo un tono apologetico, che fa capire che siamo consapevoli che è un ovvietà ma è tutto quello che abbiamo da dire e che la faremo breve.





In alternativa, si può provare a dire una cosa assolutamente non ovvia (meglio se anche clamorosamente falsa, che corteggi la controversia fine a se stessa) con voce tonante da profeta veterotestamentario. Non è per tutti. Conosco pochissimi che ci riescono in maniera credibile. Io ci ho provato con la stesura di questo post, perché veramente, come si fa ad infierire sul pubblico di Radio Tre che è praticamente un protettorato UNESCO? Esiste accanimento più sterile e ingiusto?





Nel prossimo episodio: strage di panda.






5 comments:

LAV / gigionaz said...

:D No, non esiste accanimento più sterile e ingiusto!
E non esiste accanimento meglio orchestrato e lieve di questo tuo.
Vorrei dire molte altre cose ma ogni aggiunta è superflua ;)
Un salutone (hai visto che temperatura piacevolissima che c'è qui, tra Lerici e Turbìa?
Va beh... Tra Lerici e Gorgona...)

Saverio Luzzi said...

Ogni cosa può essere vissuta con leggerezza o con fanatismo, comprese le cose nobili.
Almeno, credo...

Flavia said...

@Gigionaz:

Temperature meravigliose e cieli azzurri! Se fossi tedesca farei addirittura il bagno...

@Saverio:

Numi pagani, proteggeteci oggi e sempre dal fanatismo di cui parli :-)

LAV / gigionaz said...

Flavia! Ma non eri albionica!?!?!?
:D
Un salutone

Flavia said...

quando si tratta di immersioni in acqua fredda non sono né albionica né bionica. Sono una vecchietta.

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