Sunday, 22 July 2012

Non è un paese per vecchi, proprio vero*



Forte dei Marmi non è un paese per vecchi, al contrario di quanto possa sembrare a prima vista. Dico “a prima vista” perché senz’altro la Versilia, al contrario della riviera romagnola, ha sempre offerto quel tipo di villeggiatura tranquilla e familista che è quanto mai adatta ai vecchi e infatti di vecchi ce ne sono sempre stati tanti, ce ne sono anche ora in tempi di spread, di Briatore e di oligarchi russi, e questo è un fatto inspiegabile. Se per “vecchi” intendiamo gli anziani, i pensionati, infatti, non si capisce come facciano a venire ancora qui dal momento che questa zona è diventata carissima, decisamente fuori dalla portata di quel ceto medio che faceva la villeggiatura qui quando ero piccola io. Devo dedurre che tutti questi anziani siano i genitori e i suoceri di affluenti coppie milanesi, condotti qui a scrocco in cambio di estenuanti prestazioni da babysitter?
Però in realtà non era la contrazione dei redditi che mi aveva imposto questa riflessione. Forte dei marmi non è un paese per vecchi perché, e tra i vecchi ci metto tutti quelli che hanno più di 20 anni, mi ci metto anche io, per i vecchi è sprecato.

Ogni anno vengo qui e guardo i gruppetti di adolescenti sempre nuovi e sempre uguali. Quelli venuti da Milano e Firenze, in bicicletta e in motorino, abbronzati, con le Lacoste bianche, rosa, gialline – lo spettro cromatico delle Lacoste riprende fedelmente quello dei gusti esposti nelle gelaterie fuori dalle quali si danno appuntamento tutte le sere, com’è? - e quelli che abitano qui tutto l’anno, anche loro in bicicletta e in motorino, anche loro abbronzati, ma diversi.

È per i ragazzi che la villeggiatura, l’estate del Forte conserva quel po’ di magia, è per loro che hanno un senso il lunapark sgangherato che arriva tutte le estati, il pontile, le discoteche e i bar. Il film Sapore di sale parlava proprio di questo in fondo, di amorazzi estivi, di pedalò, di una stagione, quella estiva ma soprattutto di ragazzi che qui vivevano LA loro stagione.
Adesso io vengo qui e mi riposo, la vita è altrove. Incontro anche i vecchi amici e ci raccontiamo questa vita che accade altrove o in altri momenti dell’anno, beviamo e facciamo le parole crociate, facciamo il bagno ma in definitiva ci stiamo riposando. La vita è altrove, o in un altro momento.

Cullata dalla mia vacanza parentesi – i primi tre giorni li passo a mangiare e dormire, con l’abbandono di chi è stato sveglio e a digiuno tutto l’anno, com’è? – mi piace guardarli tutti questi ragazzetti per i quali questa non è una parentesi dalla vita, questa è la loro botta di vita. Il momento più atteso dell’anno, senza scuola il giorno dopo, quando puoi uscire tutte le sere, tornare più tardi. E trovi amici nuovi, e ti innamori. Tutta questa intensità, ora e qui, è questo il bello.

Mi piace pensare che tutti noialtri siamo funzionali alla perpetuazione di questo miracolo stagionale. Tutti noialtri per cui la stagione è una parentesi e comunque siamo qua, a tenere aperti i bar e i bagni, ad affittare case e ombrelloni e a portarvi figli e nipoti, o che semplicemente stiamo, di modo che i ragazzi e le ragazze con le Lacoste e quelli del Forte abbiano per lo meno uno sfondo al loro piccolo romanzo di formazione, un esercito di volenterose, e poco invadenti, comparse.

Fabio Genovesi ha pubblicato da poco un bel libro, Morte dei Marmi, su questa cittadina bizzarra, l’ho letto che già avevo cominciato a scrivere cotesto post e mi ha divertito ritrovarvi molte delle cose che andavo pensando in questi giorni. È la nostalgia, il punto cruciale, quello su cui andavo meditando senza dare alle cose il loro nome:



La nostalgia è il prodotto tipico di Forte dei Marmi, la nostra merce migliore e più richiesta. La sensazione di tornare a quel che è stato, a quel che sei stato, è il richiamo principale del Forte. [...] Quel che il bagnante viene a cercare tra i pini e le cabine della nostra riviera è il passato, il suo passato.


I ragazzi con la Lacoste non lo sanno che sono gli unici qui a non essere ostaggio della nostalgia, non sanno che hanno appena incontrato i loro fantasmi futuri, che stanno facendo scorte di struggimento da bastargli una vita. Ed è questo il bello.




* Fabio Genovesi, Morte dei Marmi, Laterza (ed. Contromano), 2012.

5 comments:

WonderDida said...

oddio com'è vero! che a un certo punto la tua vita è altrove, mentre prima era lì, in quei motorini, nelle giornate al mare, nelle sere a tirare tardi.
si potrà rimediare?
è necessaria, sì, la consapevolezza, ma è anche sufficiente?

LAV / gigionaz said...

Bentornata! :)

Saverio Luzzi said...

Meno male che ci hai dato un cenno di vita...

Flavia said...

Bentrovati a tutti!
Sia chiaro, qui si sta un gran bene, anche se mia nonna ha elaborato un piano diabolico per farmi ingrassare e i fantasmi degli struggimenti passati sono sempre dietro l'angolo :-)

WonderDida said...

senti, a me han dato un premio, e io l'ho dato a te. se lo vuoi, ti tocca passare a prenderlo perché io non ho la macchina. te lo porterei, altrimenti.

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