Wednesday, 4 July 2012

A sproposito di Ischia





Pe' Gennaro
una promessa è una promessa!




#1
C’è tutta questa affascinante varietà ad un evento come il Premio Ischia. Magari voi ci andate tutti i giorni, ma io no, non c’ero mai stata- È educativo, garantisco. E mentre vagavo di dibattito in dibattito, di cena in cena senza capire una mazza, facendo la simpatica con persone che poi ho scoperto essere, chessò, direttori di prestigiose testate (delle volte è meglio non sapere con chi si sta parlando, rifletto io a posteriori, per consolarmi), mi perdevo a guardare a osservare tutti, ascoltare le interazioni più banali, tutto era nuovo e tutto mi interessava. Questo è quello che succede quando prendi una nerd che scrive il blog meno letto d’Europa - e lo scrive in pigiama tra una traduzione e l’altra - e la metti in mezzo ai professionisti del giornalismo italiano. Doveva durare 4 giorni sto premio, perché quando finalmente ho capito come funzionavano le cose, come si arrivava dove, cosa si faceva a che ora, quando ho smesso di arrivare in ciabatte agli eventi più importanti e di leggere distrattamente il programma, per ritrovarmi poi presente per puro caso al momento della mia premiazione, ecco, quando ho imparato a fare tutto questo il premio era finito ed era ora di andare a casa.



#2
“Poi potresti venire ad un incontro della nostra associazione, a parlare del ruolo dei blogger e dei social media” mi viene chiesto. Ovviamente dico sì, ho detto sì ad un sacco di cose di cui ho capito poco in questi due giorni. Però mi viene da ridere. Un po’ perché loro non conoscono gli abissi della mia incompetenza in materia e io sì. Un po’ perché penso che la figura di blogger che molti qui hanno nella testa è quella di un giornalista in scala ridotta, in tutto e per tutto come loro ma libero e svincolato da ogni censura, un cane sciolto coraggiosamente votato alla causa della controinformazione. E certo esistono blogger così, e sono fantastici. Ma ce ne sono tantissimi, e io sono tra questi, che, semplicemente scrivono nella pausa pranzo in ufficio (o, appunto, in pigiama) e lo fanno perché tempo fa hanno obbedito a questo impulso strano, hanno aperto un blog – era facile, era un modo per sfogare la creatività, era gratis. E quando scrivono, questi blogger, magari non stanno ad interrogarsi sul loro ruolo o a chiedersi di cosa sia fatta la particolare goccia che periodicamente fanno cadere nel mare della comunicazione informatizzata.

Forse, come me, sono persone che amano scrivere e, scrivendo, amano articolare il loro particolare sapere o condividere le proprie opinioni eppure mai hanno preso in considerazione l’idea che potevano farne un mestiere, che qualcun’altro fosse seriamente interessato.

I blog che a me interessa leggere, e che mi sforzo anche di scrivere, sono quelli che non si pongono né come giornalismo mancato né come giornalismo svincolato, e nemmeno forse come letteratura o diario online. Mi interessano quelli che si sforzano di fare un po’ tutte queste cose, di unire il racconto personale e la riflessione, il commento. Questi blogger hanno magari opinioni informate su un particolare argomento, per via dei loro studi e della loro professione, ma non mirano solo a comunicarla in modo efficace e funzionale, ad informare. Raccontano di sé. Giocano con la lingua, con le potenzialità e le limitazioni di un testo non solo breve, ma soggetto a quel tipo di lettura distratta che ne fa chi è al computer - la carta è un’ altra cosa o, perlomeno, presenta sfide diverse. E certo, ci sono giornalisti che si pongono gli stessi obbiettivi. Forse il blogger che a me piace leggere e che cerco di essere senza starne a valutare più di tanto le implicazioni è un po’ un columnist, solo che appunto, un blogger non ha ricevuto nessuna investitura, la sua opinione conta solo nella misura in cui dei lettori di passaggio la decretino in qualche modo interessante. Mi domando se ci sia una differenza più sostanziale tra un post e un elzeviro più o meno riuscito, e ancora ci penso.

Forse è vero che, come diceva Valentino Parlato in uno dei dibattiti ospitati dal Premio, la cosa bella dei blog è che fa emergere nuove soggettività. Forse è davvero solo questione di ostinarti a dire la tua anche se nessuno te l’ha chiesta.



#3
Due giorni da “ospite del Premio Ischia” mi hanno offerto un’occasione d’oro per irritare con rinnovato vigore tutti i miei cari e anche qualche passante occasionale. Da quando sono tornata posso indulgere in surreali conversazioni del tipo:

- La sbucci tu la frutta per la macedonia? (papà)
- III-OOO? *sospiro teatrale*... quando ero ospite del Premio Ischia la macedonia era già bell’e pronta al buffet


- L’ha fatto r’bijietto signorì? (controllore dell’Atac)
- Come scusi? Ah no, sa, quando ero ospite del Premio Ischia c’erano i transfer organizzati tra un albergo e l’altro...qua no?

- La puoi mettere su l’acqua per la pasta o come ospite del Premio Ischia senti che questo è cadere troppo in basso? (di nuovo papà, questa volta esasperato)
- Ma no, figurati, sono rimasta in fondo ‘na perzona semplisce, il successo non mi ha cambiata










Come dicevo, sono stata premiata “a mia insaputa” o per lo meno, quando non me lo aspettavo. Per cui non ho potuto tediare tutti con una scena da Kate Winslet alla cerimonia degli Oscar com’era mia intenzione. E non ho avuto la prontezza di ringraziare tutti, per cui lo faccio qui:

Grazie a Il Manifesto, e in particolare a Valentino Parlato e a Maria Delfina Bonada, a Gennaro D’Amato e Daniela Preziosi, è stato un piacere conoscervi.
Grazie alla think-net VeDrò, a Contesto e, ovviamente agli organizzatori del Premio Ischia per essersi presi in carico questo caso pietoso.

6 comments:

Zdenek said...

Congratulazioni!
Quel post mi era sfuggito ma l'ho letto ora e merita davvero di esser premiato.

Giusto due curiosità:

1) Nella giuria c'erano davvero Sechi e Mimun?

2) Il "coniglio all'ischitana" hanno provato a fartelo assaggiare?

Zdenek said...

Congratulazioni!
Quel post mi era sfuggito ma l'ho letto ora e merita davvero di esser premiato.

Giusto due curiosità:

1) Nella giuria c'erano davvero Sechi e Mimun?

2) Il "coniglio all'ischitana" hanno provato a fartelo assaggiare?

Saverio Luzzi said...

La tentazione di prenderti bonariamente in giro - come fa tuo padre - è forte, però ogni tanto bisogna essere seri (pur senza essere seriosi).
Stavolta sarò serio, quindi.

Fuor di retorica, scrivi veramente MOLTO bene, possiedi tutte le sfumature (dal comico al drammatico), sai coinvolgere chi legge.
Sei davvero MOLTO brava, complimenti!!!
Anzi, diamo a Cesare quel che è di Cesare: sei un genio!
Complimenti, davvero!!! ;-)


PS: "Cesare!!! Senti, Cesare..."
"Dimme, coso..."
"Questa roba che t'ho dato, non è tua!"
"Allora che me l'hai data a ffa'?"
"Perchè..."
"Ma che perchè e perchè, ma 'nzomma me dovete da spiega' er motivo per cui date tutto a mme! Ma che pensate che c'ho casa de settemila metri quadri?
"Ma no, non è quello..."
"E si nun è quello sarà quell'altro! Sto ar sesto piano senza ascensore, c'ho un bucicattolo de 48 metri quadri, me tocca caca' su dritto - parlanno co' tutto er rispetto - e me rifilate tutta 'sta robba perchè dite sempre che è mia!!! Ma che c'ho scritto io su la fronte? Caritas?!?!?!?"
"No, no..."
"Chi sarebbe 'sta Flavia?"
"Una donna..."
"Grazzie ar cazzo, come dicono a Ocsforde!!!"
"Ottimo..."
"Ce l'ha un garace 'sta Flavia?"
"Non lo so..."
"E chiedijelo, coso, no?!?!? Je domanni si c'ha un garace e me lasci 'n attimo libbero, no?!?!? A coso, e che te devo dì tutto io?!?!?!?"
...

Flavia said...

@Saverio:

Passi il brava (e ti ringrazio) ma se mi dici addirittura genio se ne accorgono tutti che ti pago per commentare su questo blog! :-)

@Zdenek:
Grazie!
Penso fossero in giuria ma non erano presenti nella due giorni, mi pare. E il coniglio, se l'ho mangiato è stato a mia insaputa pure quello...

Saverio Luzzi said...

Ehm... starei ancora attendendo il bonifico di giugno, grazie.

A parte gli scherzi, quel che è detto, è detto. Prima di tornare ad essere giocoso devo ribadire che quel che nulla di iperbolico c'è nelle mie parole.
Ammiro la tua modestia e il tuo schernirti, ma - una volta tanto - quanto da me scritto corrisponde al vero.

Saverio Luzzi said...

Seconda stesura, spero più corretta:

Ehm... starei ancora attendendo il bonifico di giugno, grazie.

A parte gli scherzi, quel che è detto, è detto. Prima di tornare ad essere giocoso devo ribadire che nulla di iperbolico c'è nelle mie parole.
Ammiro la tua modestia e il tuo schernirti, ma - una volta tanto - quanto da me scritto corrisponde al vero.

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