Monday, 27 August 2012

Can we be heroes?





Indispensabile cappello introduttivo: vi ricordate del premio blog.notes, quello che portò l'esercente di questo blog a rendersi ridicola a Ischia? Ebbene, la think-net Vedrò, una delle realtà che ha organizzato il premio mi ha invitata alla loro annuale tre giorni di eventi a Dro, in Trentino, per darmi l'opportunità di rendermi ridicola anche qui. Vedi un po' a fare del bene...

Insomma, per farla breve, sono qui all'ottava edizione di Vedrò intitolata We Can be Heroes! che ha un programma fittissimo di interventi e dibattiti a coprire più o meno l'intero scibile umano, e partecipo ad un gruppo di lavoro intitolato "Vecchi e nuovi giornalismi". Questo perchè l'aver vinto il premio, che per pura combinazione era un premio giornalistico, ha creato questo equivoco fondamentale, ovvero che io sappia qualcosa sull'argomento. A chiunque legga questo blog l'errore apparirà lapalissiano...ma, vedete, qui per fortuna non mi conosce nessuno.

Per cui eccovi un resoconto nemmeno troppo dettagliato dei lavori in corso, che aggiornerò via via. Si, per queste cose servirebbe Twitter ma io non ho ancora imparato ad usarlo, per cui le mie minchiate le scrivo qui in tempo rigorosamente non reale ma anzi parecchio in differita.


Domenica 26

Ore 14.30
Arrivo bel bella nell'accaldata ma sempre ridente Verona dove un servizio di transfer raccoglierà me e un folto gruppo di eccellenze italiane giunte da ogni dove per portarci a Dro. Il pullman così stipato di eccellenze si fa strada tra i monti del Trentino (non oso pensare a quale capitale intellettuale perderebbe il Paese dovessimo piantarci di traverso sull'autostrada del Brennero). Il paesaggio lascia senza fiato ma, a causa di un recente acquazzone, procediamo sotto un cielo plumbeo. Per questo motivo le pareti rocciose che ci sovrastano con i loro pittoreschi ruderi non evocano la tranquilla zona di villeggiatura sul lago che mi aspettavo quanto, piuttosto, uno scenario da Transilvania al crepuscolo.
Le eccellenze italiane rabbrividiscono e osservano in silenzio la temperatura riportata sul display accanto al conducente man mano che essa scende di un grado celsius ogni cinque minuti.

0re 18.00
La temperatura segna ora 17° ma non importa perchè nel frattempo è uscito il sole e tutto è bellissimo. Dopo un breve passaggio in albergo conveniamo tutti al Palacongressi di Riva del Garda per l'apertura ufficiale dei lavori e per l'aperitivo/cena. Ora, per le eccellenze italiane non posso parlare perchè questa è gente che sa stare al mondo, ma io HO FAME. Ma una fame, sarà quest'aria buona? Mi sento come la piccola Heidi appena arrivata dalla fuligginosa Francoforte.
Per guadagnarsi l'accesso al buffet, però, è necessario prima seguire l'evento d'apertura: Enrico Letta, fondatore di Vedrò, in conversazione con il peresidente della provincia autonoma del Trentino Lorenzo Dellai. Le eccellenze ascoltano serie e assorte mentre io, in piena crisi ipoglicemica, raccolgo purtroppo solo alcune fuggevoli impressioni di quello che si dicono i due. Io ricordo più o meno questo:
bla-bla-bla-bisogna camminare in cordata bla-bla uniti si può bla-bla-bla prima c'era il G8 ora c'è il G20 bla-bla-l'Olanda e il Portogallo bla-bla-bla il Brasile e l'Indonesia bla-bla il Trentino.

Ore 19.30
Finalmente si mangia! E si beve pure. Rifocillata dalle vivande e imbaldanzita dal prosecco comincio a guardarmi intorno. Enrico Letta ha dismesso la giacca d'ordinanza e, per dare all'evento un'impronta casual e no-nonsense indossa ora sulla camicia una cacciatorina multitasche stile babbo a pesca. Adorabile.
Ci sta pure il Freddo, alias Vinicio Marchioni. Per un momento sono preoccupata per lui. Mangia le sue tartine avvolto in una bolla di inavvicinabile celebrità. Se fossimo in un posto normale le folle lo starebbero spolpando vivo, ma qui è pieno di eccellenze che non si sognerebbero mai di accostarvisi e fare quelli che importunano le star. Per cui non si avvicina nessuno. Secondo me il Freddo si sta facendo due palle così.

Ore 21.00
Resa sempre più impavida dal vino converso amabilmente con varie eccellenze. Fatto strano: le eccellenze di cui faccio la conoscenza si rivelano essere puntualmente delle eccellenze romane. Come si spiega? C'è una forza di attrazione che a livello sub-atomico spinge i romani a fare inesorabilmente gruppo?
Fatto non strano ma anzi incredibile: ritrovo qui un mio carissimo amico delle elementari. Abbracci, strilli (miei) e commozione.


Ore 22.30
Torno in albergo stremata e comincio a lavorare su questo post. Ma siccome ho bevuto troppo vino mi addormento senza salvare il file e perdo tutto quello che ho scritto.



To be continued...


3 comments:

Saverio Luzzi said...

TORNA

Te voglio n'ata vota int' 'a sti' braccia
chella ca si' nun torna c'aggia fa'
voglio chist'uocchie
voglio chesta faccia
addo' se vede ogni felicita'
vita d' 'a vita mia
dimme pe' quale via
t'aggia veni' a 'ncuntra'
torna
sta' casa aspetta a te
torna che smanie 'e te vede'
torna
torna
torna
ca si' ce tuorne tu
nun ce lassamme cchiu'
cu' ciente desiderie 'e malafreva
stu' specchio t'ha fernuta e ruvina'
quanno partiste st'anema chiagneva
pensanno addo' putive capita'
dimme chi te trattene
dimme qua' so' 'e catene
c'aggia veni' a spezza'
torna
torna
torna
ca si' ce tuorne tu
nun ce lassamme cchiu'
torna
torna
torna
ca si' ce tuorne tu
nun ce lassamme cchiu'...

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:-)
Ma cosa ti salta in testa?
Finire in quelle lande desolate?
:-)

stealthisnick said...

ma questo convegno l'hanno organizzato a Drò apposta perchè questa combriccola di simpatiche eccellenze si chiama VeDrò?

e comunque secondo me Portogallo-Olanda e Brasile-Indonesia erano le semifinali degli ultimi mondiali di hockey a rotelle

Flavia said...


Ecco, chi sia nato prima tra l'associazione e la tradizione di tenere questa manifestazione a Dro, non l'ho ancora capito...mi vergognavo di chiederglielo, la verità.

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